Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.
Rita Levi Montalcini

Ogni persona, comprese quelle con disabilità, ha diritto al proprio progetto di vita

«La mancanza di risorse economiche non può comprimere né tanto meno negare un diritto» sentenza del tribunale di Sondrio, 12 dicembre 2013

"Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietro quando muore, diceva sempre mio nonno: un bimbo o un libro o un quadro o una casa o un muro eretto con le proprie mani o un paio di scarpe cucite da noi. O un giardino piantato col nostro sudore. Qualche cosa insomma che la nostra mano abbia toccato in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo, e quando la gente guarderà l'albero o il fiore che abbiamo piantato, noi saremo là. Non ha importanza quello che si fa, diceva mio nonno, purché si cambi qualche cosa da ciò che era prima in qualcos'altro che porti poi la nostra impronta. La differenza tra l'uomo che si limita a tosare un prato e un vero giardiniere sta nel tocco, diceva. Quello che sega il fieno poteva anche non esserci stato, su quel prato; ma il vero giardiniere vi resterà sempre".

da Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

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Distrofie muscolari, scoperta italiana
apre prospettive per nuove cure
(2 febbraio 2014)

 

 

SE

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;

Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;

Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;

Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;

Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;

Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;

Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;

Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

Rudyard Kipling (Lettera al figlio, 1910)

Varrebbe la pena ricordare la lezione di Beowulf, l'eroe epico che strappa le braccia all'Orco che appestava la Danimarca: "Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla". Proprio così, abituarsi a non avere il diritto di vivere nella propria terra, di capire quello che sta accadendo, di decidere di se stessi. Abituarsi a non avere più nulla.

 

"Non date le cose sante ai cani e non date le vostre perle ai porci,
perché non le calpestino con le zampe e non si voltino a dilaniarvi"

Gesù di Nazareth (Matteo 7,6 - 19, 21)

 

"...affermando che tutto è vero, affermiamo la verità della affermazione opposta e, di conseguenza, la falsità della nostra stessa tesi, in quanto l'affermazione opposta non ammette che questa possa essere vera. E se si dice che tutto è falso, tale affermazione risulta pure falsa. Se si dichiara che è falsa soltanto l'affermazione opposta alla nostra ovvero che solamente la nostra non è falsa, si è pure obbligati ad ammettere un infinito numero di giudizi veri o falsi, poiché colui che emette un'affermazione vera dichiara, al tempo stesso, che è vera, e così di seguito fino all'infinito".

Aristotele, Metafisica

 

"Non c'è una verità, ne conviene?"

Kees Popinga, L'uomo che guardava passare i treni di G. Simenon

 

"La verità è una terra senza sentieri"

Krishnamurti

 

 

   
     
       
 

 

 

 

 

P. Cézanne, Il grande pino

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